Raggiunto dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, Arcadio Spinozzi ha rilasciato una toccante intervista, durante la quale ha più volte toccato il tema della morte.
Queste, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dall’ex difensore dell’Hellas.
«Il 15 aprile 1978 con il Verona stavamo andando a Roma. Parte di una frana era finita sui binari e un altro treno deragliò. Fossimo stati nelle prime carrozze un quarto d’ora dopo, saremmo morti tutti. Uscii dal treno con una scarpa sola, ricordo fango ovunque e cadaveri mutilati e con gli occhi aperti tra le lamiere. Il nostro preparatore atletico aveva una braccio spezzato ed era coperto di sangue. Fu dura.
Il tumore? Vado avanti così dal 2009. Ora è tornato in forma più aggressiva e con metastasi. Negli ultimi tre mesi ho svolto trentacinque sedute di radioterapia e dovranno togliermi la vescica, ma spero di salvare almeno uno dei due reni. Devo capire, ma sono sincero: le mie condizioni sono peggiorate e so che non mi resta molto da vivere».


