Con la giornata di ieri si è ufficialmente conclusa la stagione dell’Hellas Verona Women: le gialloblù, dopo un campionato tribolato, sono alla fine riuscite a ottenere una salvezza che all’inizio appariva tutt’altro che scontata.
Gran parte del merito va sicuramente a un gruppo di ragazze che ci ha creduto fino alla fine e che è cresciuto esponenzialmente e costantemente, ma anche a quello che è stato il paziente artefice di questa crescita: mister Giacomo Venturi.
IL FUGGI FUGGI ESTIVO. Partiamo dall’inizio, vale a dire dal processo di profondo ridimensionamento vissuto dal Verona nell’estate 2024. Complice l’evidente intento di contenere i costi, dopo il 30 giugno gran parte delle giocatrici più rappresentative è infatti stata lasciata libera di andare: Shore e Söndergaard hanno quindi seguito il tecnico Pachera a Bologna, Meneghini e bomber Rognoni hanno rimpolpato le già numerose fila delle ex Hellas a Parma, mentre capitan Ledri e la sua vice Sardu si sono accasate in Eccellenza all’ambizioso e ricco Como (la controparte femminile della formazione affrontata ieri dall’Hellas di Zanetti). A rimanere tra le “over” sono state le sole Valzolgher, Peretti e Dallagiacoma. Con loro poi le “giovani veterane” Capucci e Anghileri, alle prese però con i recuperi dai rispettivi infortuni al crociato.
UN BABY HELLAS. Al posto delle calciatrici partite, ne sono state acquistate di giovani e giovanissime, alle quali si sono aggiunte diverse ex Primavera e ragazze con una manciata di presenze in prima squadra come Rubinaccio, Corsi, Croin, Veronese, Mancuso e Casellato. Una rosa, insomma, dall’età media molto bassa, privata di buona parte delle proprie giocatrici più esperte e “di categoria” e con un grande bisogno di essere amalgamata il prima possibile. Che quella di Venturi fosse un arduo compito, era perciò abbastanza chiaro sin dai blocchi di partenza.
UN CAMPIONATO COMPLICATO. L’avvio, come probabilmente prevedibile, è stato da incubo: zero punti nelle prime quattro partite, un risultato che lasciava presagire il peggio per una squadra che, pur dimostrando di avere i mezzi per poter creare qualche fastidio alle “big”, spesso pagava errori di inesperienza. Ciò non ha tuttavia creato patemi d’animo nel gruppo e nell’allenatore che, con il tempo e con il lavoro, hanno iniziato a ingranare: i due filotti di risultati utili consecutivi contro Vis Mediterranea, Orobica e Pavia (sedici punti su diciotto disponibili in questi scontri diretti), la doppia vittoria sulla RES Roma e i successi ottenuti nel girone di ritorno contro Arezzo e San Marino hanno infatti permesso alle ragazze di Venturi di creare e poi gestire un buon vantaggio sulle inseguitrici, riuscendo alla fine a ottenere una salvezza frutto di una crescita costante e di una grande compattezza.
PAZIENZA, FIDUCIA E LAVORO. Grande merito, in tal senso, va all’allenatore. Venturi sin dal primo giorno ha infatti dimostrato di credere in questo gruppo e, con la dovuta pazienza, l’ha responsabilizzato proponendo un gioco ragionato, fatto di costruzione dal basso e di palla a terra. Il tecnico gialloblù si è preso un rischio che ha causato diversi patemi ai tifosi del Verona e che ha magari portato anche a incassare qualche gol evitabile, ma così facendo ha anche dato modo alle sue giocatrici di prendere consapevolezza dei propri mezzi. Dal canto loro, le gialloblù hanno seguito il proprio allenatore, assorbito i suoi concetti e sono alla fine state in grado di metterli in pratica, crescendo di giorno in giorno e mostrando una grande maturità e un atteggiamento che ha permesso loro di non sbagliare praticamente mai gli scontri diretti poi si rivelatisi decisivi per la salvezza finale.
E ORA? Dopo quello che senza mezzi termini possiamo definire un “piccolo miracolo“, ci si interroga quindi sul futuro della squadra “erede” del glorioso Bardolino (poi AGSM Verona). Vedere una realtà storica e un orgoglio della nostra città (cinque scudetti, tre Coppe Italia e quattro Supercoppe) arrancare nei bassifondi della Serie B Femminile, rischiando addirittura di retrocedere, è infatti quantomeno un peccato, ma ciò che accadrà da qui in avanti è nelle mani della nuova proprietà. Tutto dipenderà infatti da quanto Presidio, società statunitense e quindi ben consapevole delle potenzialità del calcio femminile, avrà intenzione di investire nelle Women. La speranza, per quanto ci riguarda, è che le parole pronunciate lo scorso febbraio da Zanzi non rimangano soltanto tali…



Brave ragazze, complimenti 👏👏👏💙💛