Raggiunto dai colleghi de Il Resto del Carlino, Andrea Mandorlini ha parlato della sfida tra Verona e Bologna.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del doppio ex del match in programma domenica.
L’HELLAS. «Nei cinque anni di Verona ho dato il meglio da allenatore. È una piazza che mi ha voluto bene fin da subito e il rapporto è cresciuto insieme ai risultati. All’Hellas ho conquistato una doppia promozione dalla Serie C1 alla Serie A e ho avuto la fortuna di allenare Luca Toni, il miglior attaccante italiano di quel periodo. Con lui poi ho avuto un certo Jorginho, ma anche Maietta e Cacia».
ITALIANO. «Mi piace il calcio di Italiano, anche perché sono un ammiratore del calcio inglese, dove intensità, velocità, voglia di andare a prendere gli avversari alti e rapide verticalizzazioni sono la regola. A volte in Italia facciamo un calcio di possesso troppo lento».
LA CARRIERA. «lo mi annoio se non sento l’odore dello spogliatoio e del campo: la mia vita è sempre stata lì, fin da quando tiravo i primi calci. Adesso, da allenatore, spero di poter rientrare in fretta nel giro».


