Il Pagellone gialloblù 2023/2024: la difesa

Montipò e Magnani blindano la retroguardia, i nuovi arrivati danno il proprio apporto

Dopo una rivoluzione che sembrava far rima con “retrocessione” non solo poeticamente parlando, il Verona è alla fine riuscito a portare a casa un’insperata salvezza addirittura con un turno di anticipo.

Come sempre a fine stagione, è quindi giunto il momento di tirare le somme dando un voto a tutti i gialloblù.

Partiamo dunque dal Pagellone della difesa, dopo il quale analizzeremo anche quello di centrocampo, attacco e staff.

MONTIPÒ: 7,5

Una costanza di rendimento impressionante. Certo, in mezzo qualche errore c’è stato (vedi contro il Torino, giusto per citarne qualcuno di “fresco”), ma sfidiamo chiunque a dire che siano più i punti persi per colpa sua che quelli guadagnati grazie a lui. Altra annata ad alti livelli.

CHIESA: s.v.

Quarto per gerarchie in porta. Difficile poter avere minutaggio.

BERARDI: s.v.

Forse all’ultima giornata avrebbe avuto l’occasione di fare qualche minuto che sarebbe stato meritato per il suo apporto come uomo spogliatoio, ma purtroppo un brutto infortunio riportato a gennaio l’ha messo k.o. e gli ha impedito di chiudere la stagione.

PERILLI: 6

Pochissime occasioni per mettersi in mostra, ma tutto sommato ha dimostrato di essere affidabile e si è esaltato contro l’Inter. Voto di stima.

centonze pagelle

CENTONZE: 6

Arrivato a gennaio, si è ritagliato il proprio spazio e non ha demeritato.

VINAGRE: 6

Sicuramente sperava di trovare più spazio, ma si è ritrovato chiuso da Cabal. Negli spezzoni di gara che gli sono stati concessi ha comunque sempre fatto il suo. Probabilmente avrebbe meritato un po’ di fiducia in più.

MAGNANI: 7,5

Una prima parte di stagione di luci e ombre, ma l’addio di Hien sembra averlo responsabilizzato: il centralone emiliano nel girone di ritorno ha infatti preso per mano la difesa del Verona, offrendo prestazioni di altissimo livello nonostante qualche acciacco non gli abbia permesso di essere sempre al top. Juric ai tempi aveva detto che con la testa giusta sarebbe potuto diventare un ottimo difensore e, a quanto pare, ci aveva visto lungo. Non è un caso che, in sua assenza, la retroguardia dell’Hellas abbia spesso scricchiolato…

DAWIDOWICZ: 6,5

Decisamente più altalenante per rendimento rispetto a Magnani. Dove non arriva la tecnica arriva il suo grande cuore, ma i mezzi sono quelli che sono… La sua stagione, nel complesso, è comunque positiva.

CABAL: 6

Il cambio di modulo è la sua fortuna, perché come terzino può far valere il potente motore e nella seconda parte di stagione trova infatti un minutaggio importante. Certo a volte commette qualche errore grossolano, ma alla fine anche lui strappa la sufficienza.

TCHATCHOUA: 6

Dopo un periodo di adattamento, nella parte centrale del campionato era diventato un titolare inamovibile, chiudendo però in staffetta con Centonze. Che il terzino non sia il suo ruolo naturale si vede, però bene o male porta a casa la pagnotta (e il riscatto).

COPPOLA: 6

La sua stagione non ci è parsa totalmente sufficiente e in molti, noi in primis, giudicheranno questo “6” un po’ tirato. A salvarlo sono un discreto girone di ritorno (in cui però commette più di qualche leggerezza) e soprattutto la partita contro l’Udinese: quel Derby del Triveneto vinto grazie a lui, infatti, pesa come un macigno sull’economia della stagione dell’Hellas e anche sul suo voto finale.

 

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1 anno fa

A Magnani darei 10.

Michele
Michele
1 anno fa

10 senz’altro

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