Intervista ad ampio spettro per il patron gialloblù a La Gazzetta dello Sport. Tra i nomi citati, anche quelli di Ilic e Cancellieri
Dalla stagione in corso fino alla sfida contro l’Inter, passando per il cambio di allenatore, i giocatori, il d.s. e non solo: sono davvero moltissimi gli argomenti toccati da Maurizio Setti durante la lunga intervista concessa ai colleghi de La Gazzetta dello Sport.
Senza perdere tempo, ecco dunque le principali dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Hellas.
LA STAGIONE. «Credo che questa sia la prima o la seconda, dopo quella del debutto in Serie A, stagione più bella della mia gestione. Sicuramente questa è la squadra più forte che abbia avuto e la più bella per organizzazione di gioco, spettacolarità e risultati. Siamo molto contenti perché abbiamo raggiunto la salvezza con ampio anticipo rispetto alla fine del campionato».
GLI OBIETTIVI. «Tanti anni fa dichiarai che mi sarebbe piaciuto vincere la Coppa Italia, con un po’ di fortuna potrebbe starci. Sin qui ho avuto tante di gioie, forse quella che mi manca è il centro sportivo, ma ci stiamo lavorando. I record? Belli, ma alla fine le soddisfazioni si trovano nella continuità».
IL CAMBIO IN PANCHINA. «La scelta di cambiare allenatore non è arrivata per le tre sconfitte consecutive, bensì quando ci siamo resi conto che il modus operandi del precedente operatore non rispecchiava quello di cui la squadra aveva bisogno: venivamo da determinate caratteristiche di sacrificio, lavoro duro… Tra le parole dette e i fatti non c’è stata coerenza. Senza nulla togliere a Di Francesco, che è bravo, oggi il calcio ha bisogno di uno staff diverso da quello che aveva lui. E lo ha capito. Tudor? Era in linea con la nostra filosofia e già a inizio stagione era tra i papabili. C’era bisogno di concetti già acquisiti, così abbiamo pensato a un tecnico che aveva nelle corde un certo tipo di calcio».
IL MISTER. «Tudor è bravissimo e ha stupito anche me, nella scelta siamo caduti anche meglio di quello che speravamo. Sapevamo di avere una buona squadra per la salvezza, invece siamo oltre le previsioni. Abbiamo già gli stessi punti della scorsa stagione, anzi due in più: allora c’era infatti stata la vittoria a tavolino con la Roma».
I SINGOLI. «Non sono sorpreso da Simeone e Caprari e sono contento che le scelte mie e di Tony D’Amico, più sue che mie per la verità, abbiano funzionato. Li avevamo cercati anche prima e abbiamo provato che non stavano meritando la giusta considerazione. Credo che il merito vada anche al sistema che abbiamo costruito e che dà la possibilità ai giocatori di rendere al massimo. Caprari, per esempio, ha uno spirito di grinta e sacrificio che prima nessuno gli riconosceva. Ilic può fare molto di più: ha possibilità infinite, ma deve crescere. In queste ultime partite mi aspetto che dimostri di voler diventare un campione da Champions League. Cancellieri poco utilizzato? Non credo che Tudor non veda i giovani, è che davanti andiamo alla grande e Cancellieri dovrebbe sostituire una delle punte».
IL DIRETTORE. «D’Amico ha altri due anni di contratto: nessuno, tra virgolette, me lo può portare via. Nella vita, come dissi per Juric, bisogna però essere felici in due. Io comunque so che ho dato a Tony una chance che nessuno gli avrebbe dato».
LA PROSSIMA SFIDA. «Nelle ultime sfide al Meazza siamo stati sfortunati, potevamo prenderci qualche punto. Scenderemo in campo contro l’Inter con l’idea di fare una gara importante. Loro sono i campioni d’Italia e avranno lo stadio pieno, ma noi non tremeremo, anzi ci piace, inoltre non abbiamo nulla da perdere».



Il Cholito è un grande ..gran colpo.
Complimenti al presidente…veramente un figo!!!
Bravo forza Hellas sempre Ciccio mascetti uno di noi