Il difensore gialloblù, senz’altro tra i maggiori protagonisti del match del Ferraris, si è raccontato ai microfoni de L’Arena
“Il giorno dopo il pareggio contro il Genoa mi sono concesso un piatto di bollito con la pearà. È un piatto che mi piace molto” è certamente una frase “molto veronese”, soprattutto se pronunciata da un veronese che gioca nel Verona (la ripetizione è voluta).
Raggiunto dai colleghi de L’Arena, Nicolò Casale ha infatti parlato non solo della partita di sabato, del gruppo gialloblù e del proprio futuro, ma anche dello sfizio toltosi il giorno successivo.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del difensore classe ’98.
UN LUNGO PERCORSO. «Mio padre Stefano era rimasto deluso dal calcio, mentre mio nonno mi ha sempre incoraggiato. In questi anni Margiotta e D’Amico, così come i miei allenatori, hanno sempre creduto in me. Ora sono felice di indossare questa maglia e di poter essere d’aiuto. L’Empoli? Una tappa molto importante per la mia carriera».
GENOVA. «Ho visto e rivisto Kallon in vari filmati. Mister Tudor mi ha ripetuto di non dargli spazi e così ho fatto. A un certo punto si è fatto male Faraoni e mi sono ritrovato a destra. Il cross per Kalinic? Mi è venuto bene, ma il merito della rete è tutto di Nikola. Alla fine mi ha detto ridendo: “Finalmente un traversone giusto per me”».
LA SQUADRA. «Siamo un bel gruppo e abbiamo tutti un ottimo rapporto, anche se devo dire che mi trovo maggiormente con Lasagna e Ceccherini, miei vicini di posto a Peschiera. Una difesa “allegra”? Verona, ma viaggiamo anche a una media di due gol segnati a partita. Non male. Il mister comunque sta lavorando molto sulle situazioni di palla inattiva, inoltre la difesa va protetta meglio. Stiamo lavorando duro per recuperare il tempo perduto».
IL FUTURO. «È presto per parlare di futuro, io devo solo impegnarmi e seguire i consigli del mister e dei compagni più esperti. Darò il massimo sempre».


