Pazzini a Verona non è mai riuscito a fare quello che era nei piani della Società. Certo, se era fare gol in Serie B c’è riuscito benissimo, ma dal dover essere il sostituto dell’esausto Toni a diventare un elemento di disturbo per una squadra che deve salvarsi ne è passata di acqua. Lui però è un giocatore d’esperienza, non ha mai mosso critiche anche solo velate, non che si ricordino particolarmente, nei confronti dell’allenatore. Zitto zitto subisce l’esclusione, sapendo di voler andar via o di dover dimostrare qualcosa in più di quel che ha.
In questi ultimi giorni il mercato che lo circonda è stato silenzioso, eppure è un giocatore che attira sempre attenzione, che è rimasto nelle simpatie di molte squadre. Forse, per davvero, in A hanno smesso di credere in Pazzini. E allora si apre il mondo della Serie B, dove ha dimostrato di essere ancora decisivo e pesante. L’umiltà della presa di coscienza e del gradino all’indietro o forse, a sbagliare, è chi non lo fa giocare.
Sono due, forse tre, i piani a disposizione. Rimanere in Serie A ma cambiare aria per rilanciarsi, trovare un posto in una squadra che ha bisogno di un attaccante anche solo per farne rifiatare un altro: certo però, non è quello che si era prefissato per questa stagione, in cui dovrebbe essere stato il punto fermo dei gialloblù. Scendere in Serie B e riprovarci l’anno prossimo, a 34 anni: complicato per motivi di calcio e motivi di anagrafe, ma almeno gli darebbe la soddisfazione di tornare titolare e goleador. Infine rimanere a Verona, ma come?
PIANO A – Prevede una cessione e un nuovo inizio in un contesto di alto livello, in cui sarebbe chiamato a prestazioni di un certo tipo e quindi bisogna capire se il Pazzo è ancora in grado di offrirle. Un paio di squadre che sembrano credere ancora in lui ci sono. Il Sassuolo si era mosso per capirci qualcosa, poi il Chievo aveva avuto la pazza (è proprio il caso di dirlo) di portarlo alla diga in caso di partenza di Inglese. Il primo fra tutti è stato però il Torino ed è tuttora la pretendente più quotata. I granata hanno bisogno di un vice-Belotti, che magari possa fargli anche da balia. Pazzini non può che essere lusingato, ma ora sono da capire le richieste del Verona, che poco può fare, anche per il proprio bene, nel caso il giocatore voglia andarsene, e se lui può accettare un ruolo simile: da dichiarata seconda scelta.
PIANO B – Prevede una cessione e un nuovo inizio in un contesto di livello inferiore, in cui lui ha già dimostrato di fare la differenza e di poter trascinare una squadra alla promozione. Pazzini può essere un fattore per quelle squadre che stanno lottando per i primi posti o per la zona play-off, per questo vanno registrati gli interessamenti di Palermo e Parma. Nestorovski è ancora in rosanero, sarebbe bello portarlo a Verona ma le richieste dei siciliani sono tarate male male. Il Parma sembra fare più sul serio, un progetto importante dopo il fallimento che ha riportato subito in alto la squadra emiliana: la possibilità per Pazzini di diventare il trascinatore di una società di lunga e vincente tradizione, assicurandosi un posto di rilievo in Serie A nel caso arrivasse la promozione. Se poi il Parma è pure in grado di accontentarlo sul piano economico non ci sono motivi per cui la trattativa non possa andare in porto.
PIANO V – Prevede di rimanere a Verona senza iniziare nulla di nuovo, in un contesto difficile e con la consapevolezza di partire dalla panchina. Alle volte, però, sono queste le sfide che piacciono a giocatori come lui, riconquistarsi il posto o entrare e essere decisivo. Prendere la maglia che ti ha abbandonato e portarla alla salvezza, sarebbe l’epilogo più assurdo di questa stagione, ma ora stiamo solo sognando. La verità è nella testa del Pazzo, che Fusco dovrà accontentare in caso di volontà di andarsene; ma se dovesse restare, se decidesse di onorare il suo contratto, Pazzini non può farlo standosene seduto a guardare tranquillamente: non lui.



Pecchia presto finisce la tua pacchia vatene!!!